« Sono tutto questo e i miei nomi sono: l’albero, la libertà, l’amore, le gioie, le pene, gli altri, il quarzo, il risveglio, il torrente di montagna e la gioia senza fine…»
« Qui, sono caduto in me e provo il miracolo d’esistere… sono il mondo neonato»

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Revue "3ème millénaire"

E se l’amore terreno, quello che ci fa tutti correre su questa terra, fosse lo specchio, il prolungamento, il frutto dell’amore universale. Non si dice “trovare l’anima gemella”.

 

E se in ogni sguardo che incrocio si ripetesse la scintilla dell’illuminazione di un Vedere risvegliato, di un vedere assoluto, dove la mia coscienza fosse amante e spettatrice dello spettacolo della creazione!

 

E se, in ogni ascolto, fossi unito al primo suono, a “io sono tutto quello”, la mia origine istantanea!…

 

E se in ogni parola e pensiero fossi legato all’origine del verbo amare, amare e essere amato coniugandosi nello stesso tempo qui e eternamente!…

 

E se insomma fossi sposato con il verbo amare?

 

E se in ogni respiro fossi tanto presente al movimento dell’immobilità, che il respiro dell’immensità si respirasse nel mio corpo!…

 

E se la libertà potesse amare i suoi limiti senza sentirsi prigioniera!

 

E se fossi il movimento d’amore del presente immediato, là dove veglia la coscienza d’amare, amando e ringraziando infinitamente.